Progettare il paratesto:
gli indici

a cura di Stefano Telve



Su questo argomento consulta anche il par. 2.3.4 del volume Scrivere all’università di Riccardo Gualdo, Lucia Raffaelli e Stefano Telve.

Dopo il titolo e la “quarta di copertina” (che contiene solitamente una sorta di riassunto e il profilo dell’autore), l’indice dei contenuti è la pagina che subito si guarda per capire di cosa parla un certo libro, specie se di saggistica.

L’indice può però tornare utile non solo prima di leggere un libro, ma anche dopo, quando si vuole ritrovare il punto in cui si è parlato di un certo argomento o di un certo personaggio. A questo scopo, si compilano indici di natura diversa, come l’indice dei nomi, l’indice delle cose notevoli (cioè degli argomenti più importanti, detto anche indice dei fenomeni notevoli), l’indice delle tavole (se si tratta di un volume ricco di illustrazioni), l’indice dei registi (se si tratta, ad esempio, di un volume di storia del cinema) e così via. Starà naturalmente all’autore decidere con quali  indici è opportuno completare il lavoro. Converrà però qui dire qualcosa dei primi due, che sono certamente i più frequenti.

1. Indice dei nomi


Quando si compila l’indice dei nomi bisogna seguire sempre l’ordine alfabetico ed avere alcune avvertenze:

– inserire prima il cognome, poi il nome e infine il rinvio numerico alla pagina (se il cognome compare all’interno di una nota bisogna specificare il numero della nota e la pagina in cui si trova); questi tre dati sono solitamente separati da una virgola (si veda l’esempio poco oltre);

– se lo stesso nome torna in più pagine consecutive, riportare i numeri delle pagine in ordine crescente;

– se lo stesso nome torna in pagine consecutive, accorpare e abbreviare i rinvii numerici (se un nome è presente in più pagine consecutive, ad esempio 233, 234 e 235, bisognerà abbreviare scrivendo 233-5, oppure 233-35 o ancora 233-235; così facendo si da per inteso che quel nome può anche essere citato più volte all’interno di una delle pagine indicate).

Questi casi possono essere descritti attraverso un unico esempio:

Dardano, Maurizio, 123 n.5, 231, 233-5.

Alcune persone sono note con denominazioni diverse rispetto al cognome e al nome (ad esempio papi, re, personaggi storici o dello spettacolo). In questo caso il nome va indicizzato insieme agli altri, avendo però cura di fornire ulteriori dettagli ed eventualmente, se disponibile, anche nome e cognome, prevedendo un rinvio da questi, meno noti, alla denominazione corrente: 

Aristotele, 99, 210, 289

Beyle, Henri, vedi Stendhal

Bergoglio, Jorge Mario, vedi Francesco (papa)

Caravaggio, 67, 123, 321

Francesco (papa), 34, 80, 134-8

Merisi, Michelangelo, vedi Caravaggio

Stendhal, 12, 98, 147



2.  L’indice delle cose (o fenomeni) notevoli



Questo indice èdavveroopportuno solo in presenza di testi argomentativi complessi e ricchi di nozioni e di termini specialistici. Queste che seguono sono ad esempio le voci della lettera A raccolte nell’indice di un saggio sulla poesia europea (i numeri rinviano ai numeri di pagina): 

aemulatio 13, 25

ainos 149

allusione 35, 36, 37, 40, 41

ambiguità 26, 34

anacronismo 45

ars 12, 13, 147, 169, 170, 171, 173

autorità al poeta 18

avanguardia 4, 5

(N. Gardini, Le umane parole: l'imitazione nella lirica europea del Rinascimento da Bembo a Ben Jonson, Mondadori, Milano 1997, p. 247) 

Può però darsi il caso che una voce contenga delle sottovoci altrettanto importanti. In questo caso, l’indice sarà un po’ più articolato e prevederà una gerarchia interna, eventualmente contrassegnata da un corpo rientrato per le sottovoci e da richiami tra una voce o sottovoce e l’altra che consenta al lettore di muoversi con rapidità e trovare ciò di cui ha bisogno.  

A seconda delle necessità, le sottovoci possono essere articolate in forma sintetica oppure discorsiva, come rispettivamente nel primo e nel secondo degli esempi citati:

Edizione

     critica, IV, §5; V, §1; VI, §6

     di testi medievali (vedi anche Trascrizione diplomatica), IV, §2; §4, §5, §6, §7, V, §1, §3

     di testi moderni, XVII, §3, §4

     interpretativa, IV§5

Come si può notare, la voce più importante (Edizione) è il più possibile sull’esterno della pagina (“al vivo”, nel gergo redazionale) mentre le sottovoci sono rientrate. Questo consente al lettore di individuare con più facilità ciò che serve e di comprendere meglio (o ricordare) la gerarchia tra le varie nozioni.

Anche l’indice delle cose notevoli ha i suoi criteri redazionali: tra la parola e il rinvio si frappone una virgola; i rinvii sono ordinati per capitoli e paragrafi; il punto e virgola separa insiemi di rinvii a uno stesso capitolo, mentre la virgola separa i rinvii interni a uno stesso capitolo. Sono in corsivo parole estranee alle voci indicizzate (nell’esempio, vedi anche).

L’indice può altrimenti presentarsi in forma discorsiva: 

Astronomia, 7, 82; creazionismo e, 124-125;

teorie di Galileo e, 3-22, vedi anche

Sistema solare 

Nell’indice discorsivo, la voce principale (nel nostro caso, astronomia) non è ripetuta nelle sottovoci ma omessa per evitare ridondanze inutili (creazionismo e sta dunque per creazionismo e astronomia). Anche in questo caso si osservano dei criteri editoriali, che naturalmente possono essere diversi a seconda della casa editrice.

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Stefano Telve

Insegna Linguistica italiana all’Università della Tuscia di Viterbo.

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