La relazione aziendale

a cura di Lucia Raffaelli



Su questo argomento consulta anche le pp. 86-88 del volume Scrivere all’università di Riccardo Gualdo, Lucia Raffaelli e Stefano Telve.

La relazione aziendale è un testo di tipo informativo, che presenta quindi non le opinioni personali di chi scrive, ma piuttosto i risultati di un’indagine fondata su una documentazione precisa e verificabile, in base ai quali si possono trarre conclusioni e avanzare proposte. Requisiti imprescindibili di una relazione sono la pertinenza, l’ordine logico, la chiarezza e l’essenzialità nella trattazione dei contenuti. In questo tipo di testo sarà dunque importante tenere presente la raccomandazione contenuta nel par. 2.1.6 del volume Scrivere all’università: essere sintetici non significa essere vaghi e astratti.

Alla presentazione dei dati seguirà la loro interpretazione analitica; entrambe queste parti dovranno presentare un ordine che possa consentire a chi legge di ritrovare con facilità ciò che serve. Sul piano strettamente linguistico, si adotterà uno stile neutro, con periodi agili, non eccessivamente complessi, anche allo scopo di non appesantire ulteriormente un testo che presenterà inevitabilmente un certo grado di difficoltà a livello lessicale per la presenza di quei tecnicismi senz’altro attesi in ambito professionale.

Sul piano più propriamente testuale, sarà appropriato il ricorso a capoversi dei seguenti tipi: a lista (con una frase organizzatrice di inquadramento o di sintesi dei punti esposti poi simmetricamente nel capoverso); di confronto (con la comparazione di due o più elementi come dati, attività, fenomeni ecc. dei quali vengono fatti emergere contrasti o somiglianze); di esemplificazione (con il concetto principale chiarito da esempi introdotti dai due punti o da un’espressione esplicita); di definizione (in cui vengono definiti un termine o un concetto, generale o specifico).

Vista l’importanza rivestita dai dati numerici in una relazione aziendale, sarà opportuno che essi siano evidenziati da grafici e tabelle: soprattutto quando la relazione viene presentata oralmente, infatti, i dati sono difficili da memorizzare, e l’ascoltatore rischia di perderne qualcuno. Saranno dunque appropriate proiezioni di grafici come istogrammi, aerogrammi e altri, ma anche in questo caso non bisognerà esagerare: andranno selezionati solo i dati significativi, altrimenti produrremo lo stesso effetto di caduta dell’attenzione nell’uditorio.

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Lucia Raffaelli

Lucia Raffaelli è dottoressa di ricerca in Linguistica storica e Storia linguistica italiana. Ha insegnato in corsi di Linguistica italiana e in laboratori di scrittura presso La Sapienza Università di Roma e l’Università di Cassino. Ha pubblicato carteggi ottocenteschi nel CEOD (patrioti e cantanti liriche) studiandone la lingua in diversi saggi. Le sue pubblicazioni in ambito contemporaneo riguardano le competenze linguistiche di accesso degli studenti universitari e aspetti interpuntivi e sintattici dei titoli dei quotidiani (cfr. I giornali scuola di interpunzione?).