Parole per scrivere:
nell'officina del dizionario

a cura di Sergio Lubello

 

«Un dizionario è l’universo per ordine alfabetico; è il libro per eccellenza: tutti gli altri vi sono già dentro, basta tirarli fuori», scriveva Anatole France.

Vediamo allora a che cosa serve un dizionario. Ce lo spiega Sergio Lubello, docente di Linguistica italiana e di Storia della lingua italiana all’Università di Salerno.


Il dizionario della lingua italiana, in tutte le versioni oggi disponibili, costituisce uno strumento di lavoro sempre più completo. Quasi tutti i vocabolari oggi in commercio forniscono, infatti, informazioni, oltre che sulla semantica, anche sull’etimologia, la prima attestazione, la fraseologia, gli usi idiomatici, le particolarità grammaticali ecc.

Da molti studi recenti compiuti sulla produzione scritta della popolazione scolastica e universitaria emergono una forte carenza nella competenza lessicale, una scarsa capacità di comprendere testi complessi, un uso improprio e scorretto della lingua sia nello scritto che nel parlato.

Nella pratica di scrittura quotidiana, oltre che nelle attività di studio e professionali, un uso attento e costante del dizionario consente di conquistare una padronanza più sicura dei mezzi di espressione non solo lessicali della propria lingua e di risolvere i vari dubbi e incertezze che insorgono durante la produzione di un testo scritto.

Vediamo attraverso alcuni esempi gli scopi per cui più frequentemente si ricorre al dizionario.

1. Trovare il significato di una parola



È frequente imbattersi in parole straniere sconosciute (per es. gli anglicismi sempre più frequenti dell’economia, non subito di facile comprensione, almeno fino a quando non entrano nell’uso) o in parole obsolete, in disuso e in via di scomparsa, o confinate nell’uso più ristretto degli ambiti settoriali e speciali (tecnicismi). I dizionari dell’uso normalmente accolgono molti neologismi (una parte dei quali è costituita da forestierismi) ma con prudenza, perché non tutte le parole nuove, soprattutto se legate a fenomeni di moda transeunti o a episodi di cronaca e di politica, si radicano nel lessico diventandone parte integrante.

     dal “Corriere della Sera” (27 dicembre 2006)
  Body, mouse, fiscal drag: «inglesismi» che passione

      dallo Zingarelli 2008, s.v. fiscal drag:     
[loc. ingl., comp. di fiscal ‘fiscale’ e drag ‘trascinamento’; 1980]
loc. sost. m. inv. (pl. ingl. fiscal drags)
Drenaggio fiscale.


     dal “Corriere della Sera” / Salute (6 gennaio 2013): 
Ma sono fondati i timori dei pazienti sulla scarsa quantità dei glucometri più economici?

      dallo Zingarelli 2008, s.v. glucometro:
1. (enol.) Gleucometro, mostrimetro.
2. Apparecchio per la misura del tasso di glucosio nel sangue, impiegato in particolare per controllare la terapia diabetica o insulinica nei pazienti diabetici.

      
     dal “Corriere della Sera” (19 gennaio 2013):
Vera o falsa. Bentornata boiserie

       dallo Zingarelli 2008, s.v. boiserie:
[vc. fr., da bois ‘legno’ (dal sign. originario di ‘bosco’); 1962]
s.f. inv.
Rivestimento ligneo di pareti variamente lavorato e decorato.

 



2. Cercare un significato secondario, figurato ecc.

Non sempre un termine significa solo ciò che conosciamo o che possiamo ipotizzare, ma può avere più significati, alcuni dei quali non immediatamente intuibili; a volte, ma non sempre, è di aiuto l’etimologia del termine, come si vede in uno dei due esempi letterari seguenti (comprendere, il cui significato di ‘sopraffare’, n. 4, anche se più raro e circoscritto all’uso scritto e letterario, è di solito registrato in un buon dizionario dell’uso):

   quella visione lo comprese di orrore

    dallo Zingarelli 2008, s.v. comprèndere:
1. Contenere, racchiudere, includere.
2. Afferrare, penetrare con la mente, capire.
3. Considerare con simpatia o indulgenza, scusare, giustificare.
4. (lett.) Sopraffare, invadere, con riferimento a particolari stati psichici.
5. † Colpire, prendere. | † Cogliere, sorprendere.

      mancamento ‘colpa’

   dallo Zingarelli 2008, s.v. mancaménto:
1. Momentaneo venir meno delle forze.
2. (lett.) Mancanza, insufficienza.
3. (fig., lett.) Colpa, fallo, peccato.
4. (fig., lett.) Imperfezione o difetto fisico o morale.
5. (lett.) Offesa, scortesia.
6. † Cessazione.



3. Controllare la corretta ortografia di una parola

Un dubbio sulla correttezza ortografica può essere risolto dal controllo nel dizionario, anche se alcuni usi erronei scritti sono ormai ben diffusi e consolidati, per cui non sempre lo scrivente sente la necessità di un controllo.

Alcuni dizionari dell’uso riportano spesso brevi tabelle degli errori più frequenti. Qualche dizionario dedica anche un piccolo spazio di commento agli errori più frequenti nell’italiano scritto di oggi (cfr. per es. i commenti di Giuseppe Patota nel dizionario Garzanti). Nell’elenco che segue le forme corrette sono riportate sulla colonna di destra:

accellerare accelerare
anedottico aneddotico
avvallo avallo
cioé cioè
colluttorio   collutorio
essicare essiccare
esterefatto esterrefatto
ingegniere ingegnere
metereologo meteorologo
peronospera peronospora
redarre  redigere
rindondante  ridondante
scenza scienza
egli fà, stà egli fa, sta
si (affermazione)   
un pò un po’

 























4. Controllare la sillabazione delle parole 

Negli a capo di libri e articoli di giornale non è raro imbattersi in errori di sillabazione che, quando non siano imputabili alla formattazione automatica, possono dipendere da alcune incertezze nella separazione in sillabe, per es., di nessi consonantici meno frequenti o di parole straniere; per i tre esempi che seguono, adeptopassascotte fosforo, estrapolati da articoli di giornale (in cui comparivano negli a capo erroneamente separati adep- -topassas- -cottefos- -foro), si può consultare il Sabatini-Coletti online che fornisce, come si può vedere, tra parentesi quadre, anche la divisione in sillabe della parola

  adepto // passascotte

   dal Sabatini-Coletti online:
adepto [a-dè-pto] s.m.
• Iniziato di una setta; seguace, affiliato: reclutare, fare nuovi a.; anche in senso fig.:
la pubblicità ha fatto adepti.
 • sec. XVIII

passascotte [pas-sa-scòt-te] s.m. inv.
• mar. Attrezzo che, posto ai due lati dello scafo di un’imbarcazione,
trattiene la scotta del fiocco e dello spinnaker.
• a. 1935

fosforo [fò-sfo-ro] s.m. (solo sing.)
1.Elemento chimico dal simbolo P, non metallo diffuso sotto forma di sali nel mondo minerale, vegetale e animale.
2.fig.pop. Capacità intellettuale, prontezza d’intuito.
• sec. XVIII



5. Controllare la pronuncia

Non per tutti i termini è pacifica la collocazione dell’accento tonico (èdile o edìle?) o la pronuncia corretta dei suoni (consonanti sorde e sonore, vocali aperte e chiuse ecc.); pertanto sono utili le trascrizione fonematiche che accompagnano i lemmi in alcuni dizionari (o in loro assenza i sistemi adottati per indicare l’apertura vocalica, la consonante sorda / sonora ecc.). Un ottimo supporto è costitutito dal CD-Rom che correda molti dei dizionari dell’uso e che consente di ascoltare la pronuncia “corretta” (standard). 

leccornia

  dal Sabatini-Coletti online:

leccornia [lec-cor-nì-a, freq. ma non corretto …-còr- ]      

 

Sulla colonna di sinistra sono riportati alcuni esempi molto diffusi di parole con accentazione scorretta:

leccòrnia     leccornìa
bolscèvico bolscevìco
gomèna gòmena
rùbrica  rubrìca
bàule baùle
io dévio io devìo
elettròdo elèttrodo










Lo Zingarelli riporta anche una lista di forme diffuse, non scorrette, che sono ormai preferite a forme più corrette ma sentite come ricercate (a destra):

arrògo      àrrogo
èspleto  esplèto
guàina guaìna 
lubrìco   lùbrico
sàlubre salùbre
zàffiro zaffìro 
ecc.  
              
              
              
              
               
               



ma ci sono anche casi di due varianti, entrambe corrette (con una lieve preferenza per le forme a destra):

io abrògo     io àbrogo
io constàto io cònstato
se stesso sé stesso
the
         
       
           
                  

Un controllo nel dizionario è utile anche in caso di omografi, qualora debbano essere contrassegnati con l’accento giusto, se il contesto richiede di disambiguarli: còlto / cóltopésca / pèsca ecc.



6. Chiarire qualche incertezza grammaticale

Un dizionario fornisce anche ampi ragguagli che permettono di risolvere dubbi di tipo morfologico (plurale, femminile, coniugazione dei verbi ecc.) e sintattici (scelta dell’ausiliare, complementazioni, valenze e costruzioni del verbo ecc.). A partire dal Sabatini-Coletti i dizionari dell’uso sono diventati via via sempre più ricchi di informazioni sugli aspetti morfo-sintattici, quindi sull’uso delle parole nella frase e nel testo (per es., nel caso dei verbi, l’indicazione degli argomenti, cioè degli elementi con cui i verbi si combinano per formare un concetto di senso compiuto).

 bel // bello

  dal Sabatini-Coletti online:
agg. (anteposto al s.m. al quale si riferisce varia le forme: al sing. resta bello davanti a s + conson.,a gn, ps, x, z e, meno com., davanti a pn; si tronca in bel davanti alle altre conson. e si elide obbligatoriamente in bell’ davanti a voc.; al pl. begli davanti a voc. e a s + conson.,a gn, ps, x, z e, meno com., davanti a pnbei davanti ad altre conson.

chirurgi / chirurghi? i capostazione o i capistazione?

dal Sabatini-Coletti online: 
- (f. -ga; pl. m. -ghi, meno freq. -gi; f. pl. -ghe)
- s.m. e f. (pl.m. capistazione, f.inv.)


soddisfare un impegno oppure soddisfare a un impegno 

dal Sabatini-Coletti online, s.v. soddisfare:
- v. tr. (sogg-v-arg)
1. Accontentare, appagare qlcu. o qlco: s. i clienti, una richiesta; essere adeguato a una certa esigenza, richiesta, aspettativa: aumentare la produzione per s. la domanda del mercato
2. Fare ciò che è dovuto o richiesto: s. i propri impegni || s. un debito, pagarlo | s. un creditore, restituirgli quanto gli è dovuto
3. Nel l. matematico e fisico, essere in corrispondenza, in accordo con qlco.: il valore trovato della x soddisfa l’equazione
- v. intr. (aus. avere) (sogg-v-prep.arg). Dare soddisfazione a qlcu. o adempiere a qlco. s. al pubblico; s. a un impegno

benché

dal Sabatini-Coletti online: 
[ben-ché] cong.
• Sebbene, per quanto; introduce una frase concessiva, di norma con il v. al congiunt.: telefonò, b. fosse tardi; anche con ellissi del v.: b. infortunato, il giocatore è rimasto in campo; premessa a minimo ne rafforza il sign.: non devi fare il b. minimo sforzo
• In funzione di cong. testuale, col sign. di “ma”, “tuttavia”, “peraltro”; conferisce valore avversativo-limitativo a una frase o sequenza di discorso rispetto a quanto detto prima (isolata da pause, può essere solo anteposta alla frase a cui appartiene); riassume un’intera frase concessiva ellittica (del tipo benché sia vero che e sim.), seguita da una completiva dichiarativa con il v. normalmente all’ind. o al cond.: “furon marito e moglie: benché la poveretta se ne pentì poi, in capo a tre giorni” (Manzoni)
• sec. XIV

andare

dal Sabatini-Coletti online:
[an-dà-re] v. (irr.: ind.pres. vado, vai, va, andiamo, andate, vanno, imperf. andavo ecc., pass.rem. andai, andasti ecc., fut. andrò ecc.; congiunt.pres. vada, andiamo, andiate, vàdano, imperf. andassi ecc.; cond.pres. andrèi ecc.; imp. vai o va o va’, andate)

I.

  • v.intr. (aus. essere) [sogg-v]

1 Detto di un meccanismo, funzionare: il motore non va; anche con specificazione del tipo di combustibile impiegato: a. a benzina; freq. in costr. causativa: far a. la moto
2 Detto di un articolo in commercio, essere venduto bene, avere successo: quest’anno vanno gli stivali
3 fig. Detto di una situazione o di un’attività, procedere, avere un esito, positivo o negativo; è perlopiù accompagnato da espressioni avv. di tipo modale SIN svolgersi: il viaggio è andato bene; essere esatto, a posto: questo compito non va (bene)
4 fig. Detto di monete, avere corso legale in uno stato SIN valere

  • [sogg-v-prep.arg]

1 Muoversi, camminando o con un mezzo di locomozione, e dirigersi verso un luogo o una persona; recarsi in un luogo per svolgervi un’attività: a. a scuola, al lavoroin America, da un amico; spesso con specificazione del mezzo o del modo: a. a scuola in biciclettaa. in giro scalzo; in senso fig., detto di sguardo o pensiero, rivolgersi a qlcu. o qlco.: il mio pensiero va spesso a te; spesso con arg. espresso da frase (introd. da a): a. a trovare un’amica
2 Muoversi all’interno di un luogo: a. per mare; con soggetto non animato, diffondersi in un luogo: la notizia va per tutta la città
3 Detto di strada, fiume ecc., arrivare, finire in un luogo: il fiume va al mare
4 Essere destinato a qlcu. o alla collocazione in un luogo: questa lettera va al direttoreil tavolo va nello studio
5 Con la particella ci, occorrere, essere necessario a qlco.: nella torta ci vanno due uova
6 Arrivare a un certo punto o livello: la tenda va fino a terraquesta automobile va a cento chilometri all’ora
7 Detto di indumenti, scarpe e sim., stare addosso a qlcu., entrare: questi pantaloni non mi vanno più; è perlopiù accompagnato da compl. predicativo riferito al soggetto, che specifica la maniera: a Luca le tue scarpe vanno strette; il compl. predicativo può essere espresso anche da un avv. o una loc. avv. di tipo modale: le scarpe mi vanno bene, alla perfezione
8 fig. Essere gradito, piacere a qlcu.: la minestra non mi va; anche con frase soggettiva (introd. da di) a Luca non va di venire

• [sogg-v-prep.arg-prep.arg] Muoversi e coprire un tragitto da un certo luogo a un altro: a. da Milano a Roma

 II.

 v.copul. [sogg-v-compl.pred]
1 Con soggetto animato, dimostrarsi in un determinato modo, in riferimento a situazione ripetuta o che si protrae SIN essere: a. fiero dei figlia. soggetto al raffreddorea. matto per i dolci
2 Trasformarsi cambiando il proprio stato e lasciando la precedente abitazione; è usato in alcune espressioni tipiche SIN diventare, farsi: a. soldatoa. sposa a un uomo

III.

 • In costr. perifrastiche

1 Sostituisce l’aus. essere, solo nei tempi semplici, in formazioni di senso passivo, esprimendo l’idea di obbligo, di necessità: i patti vanno rispettati; freq. in formule impers.: va detto, andrà osservato che i dati sono incompleti
2 Sostituisce l’aus. essere nella costr. passiva, per esprimere un senso involontario di consunzione o perdita, sottolineando lo svolgimento del processo: il libro andò perduto
3 Seguito dal gerundio di un v., indica azione ripetuta o protratta: la piazza si va affollando

• andarsene

• v.rifl. [sogg-v] Dileguarsi lentamente, svanire, passare, trascorrere: il caldo se ne va

• [sogg-v-prep.arg] Con valore intensivo, lasciare il luogo dove si è SIN allontanarsi: a. da casa; in contesto noto l’arg. può essere sottinteso: vattene!; può anche essere sottinteso l’arg. indicante il punto di partenza ed essere espresso il punto di arrivo: a. a Torino; in senso fig., lasciare la vita, morire: se ne è andato in età avanzata

• sec. XIII
Locuzioni in senso proprio o fig.: a. a gonfie vele, procedere molto bene, avere successo | a. a monte, non realizzarsi | a. a pennello a qlcu., detto di un indumento, calzare perfettamente a qlcu. | a. avanti, procedere ~fig. progredire | a. dietro a qlcu., seguirlo ~fig. imitarlo; corteggiarlo | a. giù, scendere ~fig. perdere valore | a. in fumo, bruciarsi ~fig. svanire, fallire | a. su, salire; anche, acquistare valore, aumentare di prezzo | a. via, sparire, lasciare il luogo dove si è: a. via da casa | come va?, espressione usata per informarsi di come sta una persona | ne va di qlco., qlco. è in pericolo, in gioco | non a. (giù) a qlcu., non piacere a qlcu. | va bene!, espressione usata per dare il proprio consenso | va là!, esclamazione di sorpresa, incredulità



7. Cercare un sinonimo, un’espressione / locuzione sinonimica

Se si vuole evitare una ripetizione (non solo nella scrittura scientifica e professionale), anche un buon dizionario dell’uso – se non è disponibile un dizionario ad hoc di sinonimi e contrari – offre la possibilità di trovare un sinonimo sostitutivo o una parola con una sfumatura di significato più appropriata al contesto.

famoso // minimizzare // provvisorio 

dallo Zingarelli 2008. s.vv.:
SIN. Celebre, memorabile.
SIN. Sminuire
SIN. Temporaneo 

Nello Zingarelli si aggiungono spesso delle aree con sfondo azzurro (sfumature di significato) contenenti la spiegazione sulla distinzione semantica, spesso sottile, tra alcuni termini: nel caso del terzo esempio, provvisorio, la scheda fornita riguarda gli aggettivi: provvisorio – transitorio – precario.



8. Capire il significato di espressioni idiomatiche, sintagmi, combinazioni di parole

È la parte fraseologica di un dizionario, più o meno variabile a seconda dello spazio, spesso non piccolo, che si vuole accordare a una sezione che può diventare consistente; si veda per es. s.v. campana, l’epressione idiomatica con spiegazione annessa e vari altri esempi.

vivere sotto una campana di vetro

dallo Zingarelli 2006
avere eccessiva cura della propria salute.



9. Controllare i derivati e i composti

Non è raro usare un accrescitivo o un diminutivo talvolta non registrato nei dizionari; i dizionari molto dettagliati forniscono ampio spazio alla formazione delle parole, quindi ai derivati, anche alterativi, e ai composti (in quest’ultimo caso spesso anche con indicazioni sulla formazione del plurale).


campana

dallo Zingarelli 2006




10. Approfondire l’origine e la storia di una parola

A un dizionario si ricorre per la curiosità di capire meglio il significato di un termine, la sua etimologia, anche se non sempre è sufficiente: della parola candidato si intuisce che essa è imparentata con l’aggettivo candido e che quindi rimanda al significato di candido come ‘luminoso, brillante, anche innocente e sincero’; meno intuitivo è il collegamento dell’aggettivo gentile con gente; in questi casi si ricorre a dizionari più adatti, come quelli etimologici, che chiariscono la storia di una parola dalla sua origine, attraverso gli sviluppi e i cambiamenti semantici nel tempo.


candidato

dal Dizionario Etimologico della Lingua Italiana (DELIN, Zanichelli 1999)
Vc. dotta, lat. candidātu(m) ‘vestito di bianco’, da căndidus: detto così perché chi in Roma poneva la propria candidatura a una carica pubblica, indossava una toga bianca.

gentile

dal Dizionario Etimologico della Lingua Italiana (DELIN, Zanichelli 1999)
Il termine deriva dal lat. gentile(m), a sua volta da gentem, cioè ‘dal gruppo di famiglie che che discendono dallo stesso capostipite e appartengono perciò allo stesso nobile ceppo’; gentile vuol dire quindi ‘nobile di nascita’ e tale significato si trova anche nell’italiano antico, anche se già con Dante si precisa che l’appartenenza a un casato non equivale a comportamento e sentimenti nobili.

 

 

11. Cercare parole o significati scomparsi

 

 

Nel caso di arcaismi o forme letterarie scomparse o di alcuni significati non più in uso, si può consultare un dizionario storico come il Battaglia (Grande Dizionario della Lingua Italiana, GDLI) o, per l’italiano antico, il Tesoro della Lingua Italiana delle Origini (TLIO, http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO/) 

ma ’nfino al centro pria convien ch’i’ tomi (Inferno, 16, 63)

dal GDLI, vol. XXI, s.v. tornare1 (alcuni stralci)

Tomare1, intr. (tòmo). Ant. e region. Cadere, piombare
giù rovinosamente; precipitare o scendere a capofitto
O molto velocemente.
Dante,Inf,16, 63: Lascio lo fele e vo per dolci pomi / promessi
a me per lo verace duca; / ma ’nfino al centro pria convien
ch’i’ tomi. Livio volgar[Crusca]: I Romani venieno a slascio
in giù correndo e percoteano a’ Galli, ed elli tomavano
l’un sopra l’altro.

[…]

- Per estens. Eseguire capriole, salti, piroette (un
animale).
Burchiello,25: Sol d’allegrezza la bertuccia toma, / portar
veggendo agli asini la soma.

[…]

2 . Per estens. Capovolgersi (un’imbarcazione).
Ariosto,19-48: Sul mare intanto, e spesso al ciel vicino /
l’afflitto e conquassato legno toma, di cui per men travaglio
avea il padrone fatto l’arber tagliar de l’artimone.
- Tr. Marin. Riportare sottovento l’antenna di una
vela latina in seguito al mutamento della direzione
del vento o a una virata.
Dizionario di marina [s. v.]: ‘Tomare’: comando di volgere
antenna, pennoncino dalla parte di sottovento.

[…]

 

 

12. Inquadrare un termine nel suo ambito d’uso

 

Per usare correttamente le parole nei contesti scritti (e parlati) pertinenti e appropriati, è bene conoscerne l’ambito e la frequenza d’uso (due sinonimi come antifebbrile e antipiretico, benché il secondo sia oggi ben noto grazie alla diffusione che di molti termini medici forniscono la stampa e l’informazione divulgativa, appartengono a due codici della lingua diversi, il secondo essendo più tipico dell’uso tecnico-specialistico).

Un dizionario dell’uso contiene spesso indicazioni (marche d’uso) sulla frequenza della parola, sulla sua diffusione, provenienza ecc. I dizionari di oggi introducono quasi tutti e in modi diversi le marche diasistematiche o d’uso: il Devoto-Oli contrassegna in azzurro le circa 10.000 parole che ritiene fondamentali; un fondino è usato dal Sabatini-Coletti per i termini di alta disponibilità; lo Zingarelli fa precedere da un piccolo rombo le circa 4500 parole che considera fondamentali per la loro frequenza d’uso; a queste indicazioni si aggiungono poi marche come burocr., gergale, famil., colloq, regionale ecc.

Il GRADIT è un ottimo esempio di dizionario che adopera in modo sistematico le marche d’uso dopo la qualifica grammaticale dei lemmi: alle tre marche principali, FO (fondamentale), AU (alto uso) e AD (alta disponibilità) si aggiungono: CO (comune, per circa 47.000 parole usate e comprese indipendentemente dalla professione e dalla collocazione geografica del parlante), LE (letterario), OB (obsoleto), BU (basso uso), RE (regionalismo), DI (dialettismi), ES (esotismi), TS (termini tecnico-specialistici).

sgarbataggine CO --- sgarbato AD --- sgarbatura TS --- sgarbellato RE --- sgarbo nel significato ‘maniera di trattare ineducata’ BU --- sgarganarsi OB --- sghei DI -

dal GRADIT

 



ATTIVITÀ di LABORATORIO

Si propongono qui alcuni esempi di attività di laboratorio che prevedono l’utilizzo del dizionario.


1. Lettura di un articolo di giornale

 

In questo esercizio vi proponiamo la lettura di un articolo di Eugenio Scalfari, Cafoneria fa rima con demagogia, tratto dall'“Espresso” del 4 ottobre 2012.

a)     Cercate in un dizionario le seguenti parole e leggetene con attenzione le definizioni:

demagoghi; sapido; sguaiataggine; afasica; lazzi; anarcoide; ribalda; florilegio; latente; evocare

b)    Provate a sostituirle con sinonimi o espressioni sinonimiche che non alterino il senso dell’articolo.

c)     Al termine del lavoro sul lessico, riassumete il brano (al massimo 15 righe)

 

 

2. Sondaggi sull’italiano giornalistico

 

Nella stampa (scritta e trasmessa) non è raro imbattersi in alcuni strafalcioni, malaproprismi, sviste, termini inappropriati. Con l’uso di un dizionario verificate un campione di articoli di giornale o di telegiornali.

Gli esempi che seguono (estrapolati da giornali e telegiornali) sono tratti da M. Loporcaro, Cattive notizie. La retorica senza lumi dei mass media italiani, Feltrinelli, Milano 2005, pp. 49-59. Leggeteli e individuate il termine, l’espressione, il significato ecc. scorretti.

  • (Rep. 14.10.2003): i caduti tra le fila degli americani
  • (TG1, h. 20, 11.6.1997): Il presidente Santer, che tira le file dell’economia comunitaria
  • (CdS, 24.12.2003): costante levitazione delle dimensioni delle operazioni Parmalat nascoste al mercato
  • (CdS, 11.3.2004): Ma Adriano Sofri non sarà oggi al Duomo di Milano: decanterà i brani dello scrittore inglese [Oscar Wilde] per La7 dal penitenziario di Pisa
  • (Rep. 23.5.2004): è anche la storia (protagonisti uomini e donne dell’esercito più potente e professionale del mondo) […] di umiliazioni per divertimento come – nell’ultima puntata di una sagra che non sembra avere fine – rivelano le pagine del “Washington Post”
  • (Rep., 13.10.2004): Nelle campagne rurali, dove si coltivano granturco e soia, Bush resta largamente in vantaggio
  • (CdS, 2.7.2004): Si rende conto che lui stesso sarebbe il primo a farne le conseguenze
  • (TG 1, h.20. 27.10.2003): i rapinatori armati come arsenali
  • (Rep., 24.12.1993): (di una reazione stizzita dell’intervistato): “ […] dice Sasso con una punta di acribia”
  • (Unità 29.8.1995): gli album di famiglia dai quali traspirano i sorrisi di Maria Teresa di Lorena, di Napoleone III, di Leopoldo di Baviera, […].
  • (Magazine del CdS 7.10.2004): La verde mania dilaga […]. E i corsi di giardinaggio prolificano
  • (Stampa, 25.11.1993) (si riportano tra virgolette parole di Berlusconi a commento delle elezioni comunali romane): penso che quel 36 per cento di romani che ha votato per Fini non sia da considerarsi tutto come appartenente a un popolo di romantici del fascismo
  • (TG2, h. 20.30, 1.4.2001), le donne recitano la parte del leone anche fra i dentisti

 

 

3. Riscrittura di testi burocratici

 

I due testi che seguono sono tratti da Sergio Lubello, Il linguaggio  burocratico, Carocci, Roma 2014.

Il primo è una lettera circolare spedita dal dirigente scolastico di una scuola del Beneventano agli insegnanti e al personale ATA (febbraio 2006): si può agilmente notare come il testo sia scritto in quell’incomprensibile burocratese, fatto di perifrasi astruse – talvolta ridicole –, di termini rari a volte usati a sproposito, di scorrettezze sintattiche e testuali.

Il secondo è un capitolato di appalto del comune di Sarno: nel testo alla sintassi aggrovigliata si affiancano molte trasandatezze grafico-formali, varie sgrammaticature ed errori dovuti a disattenzione, una punteggiatura spesso erronea.

Provate a riscrivere i testi, con l’aiuto di un dizionario, in un italiano corretto e chiaro. 

a) […]

Oggetto:

Organizzazione momenti di coralità ludico-espressiva nella giornata del martedì grasso (28/02).

Come previsto con delibera del Consiglio di Circolo […], in data 28/02/2006 (martedì grasso) le attività didattiche avranno conclusione alle ore 11.30 presso tutte le scuole primarie e dell’infanzia del Circolo.

Poiché, come di consueto, in tale giornata le attività tendono ad assumere aspetti e si sviluppano secondo modalità tali da risultare in consonanza con le dimensioni ludico-espressive che caratterizzano la relativa dimensione tradizionalmente festiva e festosa e al fine di agevolare il tempestivo ripristino della vivibilità ed agibilità dei locali scolastici, si dispone quanto segue:

1. Le SS.LL. faranno conoscere allo scrivente, per il tramite dell’ins. […], mediante consegna di specifica, schematica progettazione, le determinazioni che si assumeranno circa le modalità e i contenuti (organizzativi e didattici) dei percorsi ludico-formativi che attiveranno nella giornata su riferita in ciascuna delle Vostre classi e sezioni;

2. si assuma l’opportunità di prevedere un momento di coralità espressivo-ludica, coinvolgente tutte le classi e le sezioni di ciascun plesso, con la individuazione di spazi e orari da impegnare […];

3. è fatto divieto assoluto di utilizzare, per la celebrazione ludica dell’evento, coriandoli o altro materiale o consumare cibi e bevande che possano provocare nocumento alla comunità e agli ambienti scolastici;

4. non si darà avvio a performances ludiche di alcun genere prima delle ore 10.00.

Gli insegnanti del turno pomeridiano, nella giornata in parola, presteranno servizio in turno antimeridiano in situazione di contemporaneità operativa. Ugualmente in orario antimeridiano troverà sviluppo, nella medesima giornata, il servizio di istituto del personale ATA.

  

[…]                                                                                      Il dirigente scolastico    XX

 

b)

COMUNE DI SARNO

Provincia di Salerno

Servizio Polizia Municipale

CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO

PER LA FORNITURA DI DIVISE INVERNALI ED ESTIVI PER I

COMPONENTI

IL CORPO DI POLIZIA MUNICIPELE DEL COMUNE DI SARNO

(UNITÀ N.° 18)

E PER LA FORNITURA DI DIVISE PER ADDETTI

UFFICIO SEGNALETICA STRADALE E PUT

(UNITÀ N.° 2)

Oggetto dell’appalto

L’ appalto a per oggetto la fornitura delle divise invernali ed estive per il Corpo di Polizia Municipale.

Le divise da fornire devono corrispondere ai modelli allegati al presente capi­tolato d’ appalto;

L’importo complessivo dell’appalto, per tanto deve intendersi presuntivo in quanto si procederà alla liquidazione delle quantità effettivamente fornite per cui la ditta non avrà nulla a pretendere per il mancato utile a causa del minore importo contrattuale, né potrà variare il prezzo unitario offerto.

L’amministrazione si riserva la facoltà nel corso dell’esecuzione dell’appalto e la ditta ha obbligo di accettare le condizioni tutte del contratto di un aumen­to sull’ammontare dell’intera fornitura fino alla concorrenza dei due quinti, ancorché ciò non sia formalmente previsto nel contratto, ma subordinata alla necessaria copertura finanziaria.

 

 

 

4. Dizionari per l'insegnante

 

Per l’ampliamento della competenza lessicale dello studente e per una maggiore padronanza nell’uso delle parole, sarebbe molto proficuo se l’insegnante lavorasse in classe sui testi utilizzando due dizionari recenti (di cui si fornisce qualche estratto):

a) il Dizionario delle collocazioni di Paola Tiberri (Zanichelli, 2012) che presenta una scelta di circa 200.000 collocazioni o combinazioni di parole consentendo di trovare le espressioni più appropriate per comunicare (ess. Togliere un dubbio o fugare un dubbioSiedo sul divano o mi accomodo sul divano? ecc.); è corredato di un DVD che permette la consultazione del testo completo del dizionario (e contiene anche un Assistente linguistico che suggerisce le collocazioni durante la scrittura).

b) il DAIF, Dizionario Antologico Iitaliano Fondamentale (Rubbettino, 2013), che raccoglie il vocabolario fondamentale dell’italiano, cioè il patrimonio lessicale di base necessario per parlare, scrivere e comunicare, esemplificato, lemma per lemma, da un’antologia di esempi autentici, testi brevi di contenuto storico, umoristico, narrativo, metalinguistico, ecc. degli ultimi ottant’anni. 


 



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Sergio Lubello

È professore associato di Linguistica italiana all’Università di Salerno.

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