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Gabriella Alfieri e la nuova didattica della scuola



Fabio Rossi intervista la professoressa Gabriella Alfieri, ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Catania, presidente della Fondazione “Verga” e responsabile per la Sicilia orientale della rete nazionale dei Lincei “Per una nuova didattica nella scuola”.

In che modo le università, le fondazioni, le accademie – come quella dei Lincei o la Crusca – possono essere utili agli insegnanti di scuola?

Nell’intervista, Gabriella Alfieri mette in risalto come le accademie e le fondazioni –non più concepite come centri isolati, fucine filologiche disinserite dal contesto reale – possano attivare un circolo virtuoso nella formazione scolastica e universitaria e nel rapporto docente-discente.

La televisione ha un’influenza positiva o negativa sugli usi linguistici dei giovani parlanti e scriventi?

La didattica dell’italiano può giovarsi delle innovazioni della TV di oggi, molto più complessa rispetto a quella di qualche anno fa, plurilingue, con un’offerta più variegata e interattiva?

«È innegabile che la TV come medium invasivo, dilagante, abbia un influsso sul modo di parlare. Ma bisogna uscire dagli stereotipi» – precisa la professoressa Alfieri, esperta del rapporto tra lingua italiana e media e autrice del volume Lingua italiana e televisione (con Ilaria Bonomi, Carocci, 2012).

«La scuola ha il compito di mediare nella ricezione e nella scelta dei programmi televisivi educando a scegliere la qualità. In questo modo la TV può diventare un supporto anche nella didattica dell’italiano sia come L1 sia come L2».

Tra le novità di linguistica...

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