Le parole nuove e la lingua italiana

Esodato, esodare

La riforma pensionistica varata dal governo Monti nel dicembre del 2011 ha richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sui lavoratori definiti esodati, quelli cioè che hanno accettato di lasciare il posto di lavoro prima del collocamento a riposo, presentando le proprie dimissioni volontarie in base ad accordi individuali o collettivi con i datori di lavoro. Questi accordi prevedevano una somma corrisposta come incentivo e risarcimento per il periodo mancante al raggiungimento della pensione. La situazione si è modificata per l’improvviso innalzamento del limite di età necessario per il raggiungimento della pensione, lasciando i lavoratori esodati senza stipendio, talvolta sprovvisti o solo parzialmente provvisti di ammortizzatori sociali, e senza l’assegno di pensione.

Il termine esodati è stato considerato da molti un brutto neologismo del linguaggio burocratico, perché derivato dal s. m. esodo come participio passato di un inesistente verbo esodare.

In realtà, già nel 1989 l’espressione personale esodato fu utilizzata in ambito amministrativo e burocratico. Ma ancor prima, negli anni cinquanta del XX secolo, il verbo esodare e il sostantivo esodato furono usati con riferimento all’esodo istriano o giuliano-dalmata, quando coloro che temevano le rappresaglie del nuovo governo jugoslavo (tra le 200.000 e le 350.000 persone) furono costretti ad abbandonare le proprie terre. Da allora il verbo esodare è stato usato anche in senso figurato, con allusione a uno spostamento in massa verso luoghi diversi e più sicuri.
 



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Valeria della Valle

Insegna Linguistica italiana presso la Sapienza Università di Roma.

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Dizionari italiani: storia, tipi, struttura

Edizione: 2005, Ristampa: 6^ (2012)
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Le parole del lessico italiano
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Cristiana De Santis

Cristiana De Santis è ricercatrice di Linguistica italiana all'Università di Bologna (sede di Forlì).

Fabio Rossi

Fabio Rossi insegna Linguistica italiana all’Università di Messina. Tra le sue pubblicazioni: Uno sguardo sul caos. Analisi linguistica della Dolce vita con la trascrizione integrale dei dialoghi (Le Lettere, 2010), Telecinematic Discourse. Approaches to the Language of Films and Television Series (curato con R. Piazza e M. Bednarek, John Benjamins, 2011).

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Lingua italiana e cinema
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Fabio Ruggiano

Fabio Ruggiano è dottore di ricerca in Studi linguistici italiani, professore a contratto nell’Università di Messina e nella Virginia Commonwealth University di Richmond (VA). Oltre che di scrittura scolastica, si occupa di problemi di traduzione legati al teatro, dei meccanismi del comico e di lingua del diritto, con particolare riferimento alla Costituzione della Repubblica italiana.

Pietro Trifone

È professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Pubblicazioni edite da Carocci

Storia linguistica di Roma
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Lingua e identità
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L’italiano nel mondo
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