Il commento all'articolo

«Obama: “Dall’Ue servono passi decisivi
ma i venti della crisi dureranno mesi”»

Commento all’articolo apparso su "la Repubblica" online del 31 luglio 2012  
A cura di Fabio Ruggiano 

Il presidente statunitense parla a un evento per la raccolta fondi della sua campagna elettorale, ma sembra lanciare un monito ai leader dell’Eurozona: “Io e Tim Geithner passiamo molto tempo a lavorare con loro. Non credo vogliano che l’euro si disfi”. Bene le borse asiatiche.

L’esempio, tratto da un articolo giornalistico di argomento economico apparso su "la Repubblica", contiene alcune parole e costruzioni sintattiche che si richiamano allo stile brillante. La presenza di questi stilemi indica che il testo in questione non può definirsi come una semplice cronaca ma è un commento. In esso emergono le opinioni del giornalista, veicolate da strumenti verbali prima di tutto sintattici. Osserviamo la collocazione «lanciare un monito», che possiede una forte coloritura idiomatica, capace di dotare il testo di una certa drammaticità espressiva. L’ultimo periodo, molto breve, presenta una sintassi nominale marcata, che rende la chiusa rapida e molto efficace.

La costruzione dell’ultimo periodo merita anche un’analisi dal punto di vista della coesione. Non è esplicitato, infatti, nessun collegamento tra quanto precede e quanto è contenuto nel periodo stesso. Il lettore è quindi chiamato dall’autore ad un discreto sforzo interpretativo per ricostruire tale collegamento. Il successo interpretativo, possibile solamente con il ricorso da parte del lettore all’enciclopedia mentale, crea una solidarietà emotiva tra l’autore e il lettore (tecnica usata abbondantemente in pubblicità). Ovviamente la scelta di tagliare i ponti coesivi tra la parte di testo precedente e la rapida chiusa interessa anche la coerenza, soprattutto sul piano logico, perché se il lettore non riesce a colmare il vuoto informativo, il rapporto logico tra le due parti del testo rimane oscuro.

Interessanti altre scelte coesive: il pronome loro non permette di identificare immediatamente il referente, che è «i leader dell’Eurozona».

La vaghezza coreferenziale è uno dei caratteri dei testi da poco a mediamente vincolanti, quelli dove l’apporto stilistico dello scrivente predomina sul contenuto del testo, o lo accompagna in modo evidente. Solamente la corretta identificazione del referente di loro può garantire la comprensione dell’anello successivo nella catena forica che parte da «i leader dell’Eurozona»: l’ellissi del soggetto di vogliano.

Qualche notazione sul livello lessicale: se campagna elettorale è certamente una unità polirematica, raccolta fondi sta a metà tra la polirematica e la parola composta di tipo subordinante. Non è chiaro, infatti, se questa combinazione sia stata creata così com’è, come composizione di nome + nome, oppure derivi da raccolta di fondi, del quale sarebbe una sorta di accorciamento, funzionale ad aumentare la rapidità del testo. Infine Eurozona: si nota la testa a destra, che qualifica questa parola come prestito. È, in effetti, adattata dall’inglese eurozone, e rappresenta un evidente esempio di prestito di lusso, in quanto esiste un’equivalente zona euro (per la definizione della quale valgono le stesse considerazioni fatte per raccolta fondi). Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è una parola macedonia, non è ‘la zona dell’Europa’, bensì ‘la zona dell’euro’: designa, infatti, l’insieme dei paesi dell’Unione europea che usano l’euro come moneta. Forse l’equivoco tra euro ed Europa è alla base della lettera maiuscola, che invece non è necessaria. Il prestito adattato fa il paio con il prestito non adattato leader (si noti che i prestiti non adattati sono invariabili). La preferenza di questa parola rispetto a concorrenti italiani come capo di governo, governante, guida è giustificata, oltre che, ovviamente, dal solito prestigio esercitato dalla lingua inglese, anche dalla brevità delle parole inglesi. Va considerato, inoltre, che i prestiti sono monosemantici, e questa caratteristica è un vantaggio espressivo, se il testo non ha velleità poetiche. Se, ad esempio, governante richiama alla mente la donna che tiene in ordine una casa, e guida fa pensare all’esperto che spiega i monumenti ai turisti, leader, come la maggior parte dei prestiti non adattati, è libero da simili interferenze semantiche. L’univocità semantica, inoltre, avvicina il termine al tecnicismo, contribuendo a connotare l’autore come competente (perché conosce i termini giusti), e di conseguenza il testo come, almeno in superficie, affidabile.

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Valeria della Valle

Insegna Linguistica italiana presso la Sapienza Università di Roma.

Pubblicazioni edite da Carocci

Dizionari italiani: storia, tipi, struttura

Edizione: 2005, Ristampa: 6^ (2012)
Collana: Bussole 
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843032822

Le parole del lessico italiano
Edizione: 2008, Ristampa: 6^ (2012)
Collana: Bussole
pp.112, 11.00 Euro, ISBN: 9788843046058

Cristiana De Santis

Cristiana De Santis è ricercatrice di Linguistica italiana all'Università di Bologna (sede di Forlì).

Fabio Rossi

Fabio Rossi insegna Linguistica italiana all’Università di Messina. Tra le sue pubblicazioni: Uno sguardo sul caos. Analisi linguistica della Dolce vita con la trascrizione integrale dei dialoghi (Le Lettere, 2010), Telecinematic Discourse. Approaches to the Language of Films and Television Series (curato con R. Piazza e M. Bednarek, John Benjamins, 2011).

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Lingua italiana e cinema
Edizione: 2007, Ristampa: 4^ (2012)
Collana: Bussole 
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843043347

Fabio Ruggiano

Fabio Ruggiano è dottore di ricerca in Studi linguistici italiani, professore a contratto nell’Università di Messina e nella Virginia Commonwealth University di Richmond (VA). Oltre che di scrittura scolastica, si occupa di problemi di traduzione legati al teatro, dei meccanismi del comico e di lingua del diritto, con particolare riferimento alla Costituzione della Repubblica italiana.

Pietro Trifone

È professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata”.

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Storia linguistica di Roma
Edizione: 2008, Ristampa: 2^ (2011)
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Lingua e identità
Una storia sociale dell'italiano. Nuova edizione
Edizione: 2009, Ristampa: 2^ (2011)
Collana: Studi Superiori (580)
pp.384, 26.80 Euro, ISBN: 9788843050123

L’italiano nel mondo
Edizione: 2012
Collana: Bussole (457)
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843065264

Stile brillante

È tipico del linguaggio giornalistico e della pubblicità. Enfatizza gli aspetti vivacizzanti della lingua, come aggettivazione espressionistica, idiomaticità, figure retoriche, tecnicismi e gergalismi, sintassi spezzettata e interpunzione sorprendente, stile nominale e mimesi del parlato.

Collocazione

Combinazione sintagmatica che nasce da una selezione di tipo semantico tra le parole. La selezione non è esclusiva (come in il cane uggiola), ma preferenziale (come in pioggia torrenziale), e si impone per ragioni culturali legate all’uso reale della lingua.

Sintassi nominale

Insieme di strutture linguistiche costruite senza fare uso di verbi di modo finito. Più usuale nella lingua scritta che in quella parlata, consente di condensare l’informazione, espandendo un nucleo proposizionale mediante l’aggiunta di  sintagmi, laddove invece la sintassi verbale risulta più dispersa, anche se più rapidamente decodificabile, proprio perché richiede tempi di “scompattamento” meno lunghi. La s. n. è il terreno privilegiato dell’italiano giornalistico e di gran parte dei testi scientifici.

Coesione

Il principale discrimine tra un qualunque testo e un testo ben formato. È ottenuta con strumenti linguistici (morfologici, sintattici, lessicali, testuali e pragmatici), quali l’uso dei  connettivi, dei coesivi, l’ accordo tra verbo, soggetto e oggetto, tra pronomi e nomi, tra aggettivi e sostantivi, il rispetto della consecutio temporum e delle  solidarietà lessicali, l’adeguato uso dei segni di interpunzione.

Enciclopedia mentale

Il complesso delle informazioni riguardo al mondo, la storia, la geografia, le convenzioni sociali, il buonsenso, che deve essere condiviso tra gli attori di una comunicazione perché questa avvenga senza fraintendimenti.

Coerenza

La qualità che fa di una sequenza di informazioni un testo. Le informazioni possono essere costituite sia da parole ed enunciati, come accade nei testi verbali, scritti o parlati; sia da immagini e sequenze di immagini, come nei testi iconici e simbolici; oppure anche da numeri o da altri segni di varia natura, come accade in algebra, in informatica e in altri modelli di comunicazione. La c. raccoglie il significato delle singole parti del testo, parole e gruppi di parole, oppure immagini, suoni, simboli o altri segni, in modo da renderlo unitario, non contraddittorio rispetto alla realtà extralinguistica e ad altre parti del testo, organizzato, sequenziale. La c. si misura nella corretta corrispondenza tra il senso del testo e la realtà (piano referenziale), tra le opinioni riportate e la logica (piano logico), tra quello che dice l’emittente e il suo ruolo sociale o narrativo (piano enunciativo) e tra l’organizzazione testuale e il tipo di testo (piano composizionale).

Referente

Il costituente da cui parte la catena forica, a cui tutti gli elementi coreferenti rimandano. Può essere chiamato testa.

Testi più o meno vincolanti

Dal punto di vista compositivo, un  testo è più o meno vincolante a seconda del grado di libertà interpretativa che l’emittente accorda al ricevente, sulla base di quanto è richiesto dal tipo di testo (un testo regolativo, ad esempio, è molto vincolante). Le scelte lessicali, sintattiche, informative e stilistiche per la composizione del testo devono corrispondere al grado di libertà richiesto.

Unità polirematica

È detta anche parola polirematica, o complessa, o unità lessicale superiore o lessicale di secondo livello. Le u. p. designano oggetti precisi e univoci dal punto di vista semantico, sono raggruppate intorno a un accento principale (sebbene presentino accenti secondari), ma sono composte da più parole grafiche. Sono caratterizzate da rigidità lessicale e sintattica. Una prova empirica della natura lessicale delle u. p. è che queste parole, pur se scritte staccate, non ammettono l’inserimento di altro materiale linguistico tra i costituenti, come in *occhiali da fortissimo sole o *camera ampia da letto.

Parola composta

Sequenza lessicale formata da due parole (attaccapanni, carro-armato, pausa pranzo) riconoscibile come unitaria in base al significato. Può essere scritto senza interruzione, con il trattino o separato. Può essere descritto semanticamente come la sintesi di un sintagma o una frase: un attaccapanni è «un oggetto su cui si attaccano i panni». Importante è l’individuazione della testa, che detta al c. i tratti grammaticali e logici. I c. con testa a sinistra sono regolari, perché seguono l’ordine sintattico naturale dell’italiano. I c. con testa a destra sono prestiti o neologismi influenzati dal latino o da lingue germaniche (retromarcia, aromaterapia, baby-gang). Alcuni c. non hanno la testa, e sono detti esocentrici (scansafatiche, fuorilegge), mentre quelli che hanno la testa sono detti endocentrici (capostazione, aromaterapia). In base alla relazione sintattica tra i costituenti riconosciamo c. coordinativi, subordinativi, attributivi, intitolativi.

Prestito

Neologismo prelevato da un’altra lingua. A seconda del grado di necessità (parametro sfuggente) si suole distinguere tra p. di necessità e p. di lusso o di moda. Il p. può essere adattato, se viene forzato dentro le strutture fonologiche e grafematiche della lingua ricevente (treno, ascensore, ragazzo), o non adattato, se rimane come era nella lingua di origine (film, curriculum, camion). L’adattamento può essere parziale, come nei verbi in -are del campo informatico shiftare, chattare ecc. Si deve, però, ricordare che la pronuncia del p. è in ogni caso adattata alla lingua ricevente, con effetti talora curiosi: club si pronuncia [klab] o [klεb] in italiano, non [klub], ma in inglese la pronuncia è [kl∧b]. Il p. si distingue dal calco perché quest’ultimo crea neologismi formalmente endogeni, sebbene su pressione esogena. 

Parola macedonia

Risultato della fusione di due o più parole, delle quali una o due subiscono un accorciamento: autoferrotranviere, cartolibreria, docu-fiction, webzine.