Il commento all'articolo

Non possiamo più trascurare le montagne

Commento all’articolo apparso su 
“la Repubblica” online dell’11 dicembre 2012 
 

A cura di Fabio Rossi 

L’editoriale di Eduardo Rojas-Briales, Non possiamo più trascurare le montagne, apparso su repubblica.it l’11/12/2012, ben si presta ad una serie di considerazioni ed esercizi, anche sulla base degli spunti forniti dal professor Serianni nella sua intervista. Luca Serianni considera infatti quello dei giornali un buon esempio di lingua scritta d’uso medio, decisamente più utile, didatticamente, dell’italiano letterario, proprio perché vincolato ad esigenze comunicative e argomentative piuttosto che sperimentali ed estetiche, e quindi, di norma, più ricco di costrutti, forme e stilemi necessari alla comunicazione quotidiana. La scuola – sostiene Serianni – dovrebbe mettere tutti gli studenti in grado di comprendere a fondo (e quindi anche di riformulare e riassumere) un editoriale. Senza questo punto di partenza, ogni studio di testi letterari e ogni pratica di scrittura creativa risulteranno inevitabilmente lacunosi.

Quello da noi scelto è un tipico testo argomentativo, suddiviso in premessa (di che si sta parlando? Della Giornata Internazionale della Montagna): da «Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Montagna» a «cambiamenti climatici»; ipotesi e argomenti (si descrivono i danni ambientali, se ne ipotizzano le conseguenze nefaste se non si pone rimedio e si suggeriscono interventi): da «Le montagne... sono tra gli habitat più minacciati» fino a «Come possiamo cambiare quello che sembra un destino ineluttabile per le montagne?», ipotesi sotto forma di domanda; tesi (ciò che occorre fare per salvaguardare le montagne e dunque la vita dell’intero pianeta): da «Probabilmente non molto» fino alla fine dell’articolo. Tipici connettivi argomentativi sono la congiunzione concessiva nonostante («Nonostante le comunità montane siano quelle che a livello globale meno contribuiscono alle emissioni di gas serra, sono paradossalmente tra quelle che più risentono degli effetti negativi del cambiamento climatico con lo scioglimento dei ghiacciai e l’arretramento del permafrost, mentre inondazioni, frane e valanghe diventano sempre più frequenti»), le congiunzioni causali (perché, poiché, dal momento che ecc.) e la congiunzione esplicativa infatti («L’industria turistica, infatti, è spesso nelle mani di compagnie esterne e poco rimane in termini economici alle comunità locali»). Anche la paratassi maschera talora rapporti logici di tipo concessivo: in «Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Montagna, ma a dieci anni da quando è stata istituita dalle Nazioni Unite, le montagne e le loro comunità sono ancora sistematicamente trascurate a livello globale», la coordinata avversativa introdotta da ma indica in realtà una contrapposizione molto più forte, che potrebbe essere espressa da una concessiva: «anche se (o benché, o sebbene, o nonostante che) da dieci anni si celebra... le montagne e le loro comunità sono ancora sistematicamente trascurate...».

L’articolo mostra anche inserti di sintassi nominale, normali nei linguaggi scientifici e nello stile giornalistico: «deforestazione, sfruttamento indiscriminato del territorio, alti tassi di emigrazione, attività minerarie e turismo spesso mal gestiti e dannosi per l’ecosistema».

Riprendendo uno spunto dell’intervista a Luca Serianni, partiamo dall’articolo qui commentato per esemplificare alcuni possibili esercizi di cloze (ovvero basati sull’omissione di alcune parole che lo studente dovrà ripristinare) sul lessico e sui connettivi. Particolarmente utile, nel nostro testo, potrebbe essere l’omissione dei connettivi nonostante e infatti:

................... le comunità montane siano quelle che a livello globale meno contribuiscono alle emissioni di gas serra, sono paradossalmente tra quelle che più risentono degli effetti negativi del cambiamento climatico con lo scioglimento dei ghiacciai e l’arretramento del permafrost, mentre inondazioni, frane e valanghe diventano sempre più frequenti.

Con il turismo contribuiscono all’economia globale in modo rilevante essendo meta di oltre 200 milioni di visitatori l’anno. Ma anche in questo settore i problemi non mancano. L’industria turistica, .................., è spesso nelle mani di compagnie esterne e poco rimane in termini economici alle comunità locali.

Simili esercizi servono ad abituare gli studenti (di scuola secondaria superiore, ma anche di primo anno universitario) a produrre testi coerenti e coesi. La scelta di un articolo divulgativo e sintatticamente agile (come quello qui proposto), con passaggi argomentativi chiari e sintetici, esemplifica infatti l’uso corretto dei connettivi e dei vari tipi di subordinata.

Mettendo ancora a frutto un’osservazione di Luca Serianni, utilizziamo il nostro articolo anche per suggerire esercizi di sostituzione lessicale. Eliminiamo alcuni tecnicismi (habitat, deforestazione, ecosistema, permafrost, biodiversità, ecoturismo), sostituendoli con la loro definizione (o con dei sinonimi d’uso più comune), e invitiamo gli studenti a ripristinare la forma originaria, vale a dire i tecnicismi sopra elencati (le definizioni seguenti, in neretto, sono tratte dal gradit):

Le montagne, che coprono un quarto della superficie terrestre e ospitano il 12% della popolazione mondiale, sono tra gli [ambienti di vita propri di una specie animale o vegetale] più minacciati: [disboscamento], sfruttamento indiscriminato del territorio, alti tassi di emigrazione, attività minerarie e turismo spesso mal gestiti e dannosi per l’[insieme degli animali e dei vegetali di un’area e l’ambiente fisico-chimico che li circonda]
Nonostante le comunità montane siano quelle che a livello globale meno contribuiscono alle emissioni di gas serra, sono paradossalmente tra quelle che più risentono degli effetti negativi del cambiamento climatico con lo scioglimento dei ghiacciai e l’arretramento del [suolo o deposito superficiale tipico delle regioni a clima freddo, permanentemente gelato in profondità, di cui solo il livello superficiale può subire il disgelo durante il breve periodo estivo], mentre inondazioni, frane e valanghe diventano sempre più frequenti. [...]

Le montagne ospitano circa un quarto della [coesistenza in un medesimo ecosistema di differenti specie vegetali e animali, tale da assicurare un equilibrio dinamico nel tempo attraverso una fitta rete di relazioni interne] del pianeta, e sono spesso ricche di flora e fauna che non si trova altrove. [...]

Occorre fornire alle popolazioni montane il sostegno e i mezzi finanziari di cui hanno bisogno per passare dalla semplice vendita di materie prime come caffè, miele, cacao a beni con valor aggiunto da destinare a un mercato più ampio, e di gestire in prima persona lo sviluppo di forme di [turismo che si svolge in ambienti di particolare interesse naturalistico ed ecologico e che ne rispetta gli equilibri e i dettami ambientali] e agriturismo nelle aree montane.

Tale attività può valere anche per il riconoscimento delle polirematiche e delle collocazioni: cambiamento climatico, gas serra, risorse idriche, economie locali, future generazioni, mezzi finanziari, materie prime, paesi in via di sviluppo, risorse naturali, condizioni di vita ecc. In quest’ultimo caso, si potrebbe per esempio eliminare uno soltanto dei termini dell’espressione, richiedendo agli studenti di ripristinarlo, sulla base del contesto dell’intero brano: ... climatico, gas ..., .... idriche, economie ... ecc. L’esercizio di sostituzione di termini, atto ad arricchire le competenze lessicali degli scriventi inesperti, è utile non soltanto per l’assimilazione dei tecnicismi, ma anche per termini comuni, sebbene d’uso leggermente più formale rispetto al vocabolario di base. Nell’articolo in questione possono essere omessi, o sostituiti con la loro definizione o con sinonimi, per esempio, almeno i seguenti termini: istituita, indiscriminato, idrico, demografico, estinzione, ineluttabile, degrado, mitigare:

Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Montagna, ma a dieci anni da quando è stata [iniziata, introdotta, inaugurata] dalle Nazioni Unite, le montagne e le loro comunità sono ancora sistematicamente trascurate a livello globale.

Le montagne, che coprono un quarto della superficie terrestre e ospitano il 12% della popolazione mondiale, sono tra gli habitat più minacciati: deforestazione, sfruttamento [privo di discernimento, senza distinzioni di sorta] del territorio, alti tassi di emigrazione, attività minerarie e turismo spesso mal gestiti e dannosi per l’ecosistema.

Le montagne sono i più grandi serbatoi [d’acqua] e riforniscono d’acqua l’intero pianeta. 

La crescita [della popolazione] ha aggiunto un’ulteriore pressione, mentre la popolazione mondiale nel corso dell’ultimo secolo si è più che triplicata, la domanda di acqua è aumentata di ben sei volte.

In quanto magazzini genetici, gli ecosistemi montani devono essere preservati per le generazioni future – ma con il riscaldamento delle temperature globali specie rare e fragili, e quelle che si sono adattate al freddo, sono a rischio [di scomparsa].

Come possiamo cambiare quello che sembra un destino [che non può essere contrastato, inevitabile] per le montagne?

Per sostenere queste comunità – specialmente nei paesi in via di sviluppo – la cooperazione internazionale è decisiva. Molte catene montuose si estendono lungo diversi paesi e di certo l’impatto del cambiamento climatico, del [deterioramento, decadimento] ambientale, dei conflitti sulle risorse naturali travalica i confini nazionali.

Ma c’è anche qualche buona notizia. Nel Massiccio del Fouta Djalon, in Africa occidentale, otto paesi stanno lavorando insieme con il sostegno delle agenzie delle Nazioni Unite per preservare le risorse naturali, [ridurre o ricondurre entro limiti meno gravosi, meno violenti, più tollerabili le conseguenze di una situazione grave e difficile] le cause e gli effetti negativi del degrado del territorio e migliorare le condizioni di vita delle comunità locali.

Anche in questo caso, gli studenti dovranno sostituire l’espressione in neretto, tra parentesi quadre, con i termini originariamente presenti nel testo di partenza (sopra elencati).

Abbastanza utile, sebbene meno dei precedenti, può essere anche l’esercizio opposto, ovvero quello di chiedere agli studenti di sostituire un termine presente nel testo con un suo sinonimo o con un’espressione equivalente. Per esempio, sostituire estinzione con scomparsa.

Ma gli articoli dei quotidiani non si prestano soltanto ad esercizi d’ambito logico (sul modo di condurre l’argomentazione e di ottenere la coerenza e la coesione) o lessicale. Numerosi possono essere anche gli esercizi sulla morfologia verbale, sui pronomi, sulla catena anaforica, sulla punteggiatura (il nostro articolo, per esempio, presenta più d’un caso non scontato nell’uso della virgola e del punto fermo) o sulla sintassi, dall’analisi del periodo, alla riformulazione di frasi, all’individuazione di collegamenti poco felici, com’è il caso seguente (in neretto): «Occorre fornire alle popolazioni montane il sostegno e i mezzi finanziari di cui hanno bisogno per passare dalla semplice vendita di materie prime come caffè, miele, cacao a beni con valor aggiunto da destinare a un mercato più ampio, e di gestire in prima persona lo sviluppo di forme di ecoturismo e agriturismo nelle aree montane». Da che dipende la subordinata «di gestire» ecc.? Se fosse dipendente da «di cui hanno bisogno» e dunque coordinata a «per passare», il connettivo sarebbe dovuto essere per e non di. Anche se dipendesse da «fornire... il sostegno», il connettivo sarebbe dovuto essere per. Probabilmente si tratta di una semplice svista del traduttore (visto che, con ogni probabilità, l’articolo è stato tradotto dall’inglese).

Sempre frutto della frettolosa traduzione sembra l’errore di accordo verbale in «Il Mountain Day 2 ha sottolineato come le comunità montane debbano essere protagoniste della politica che le riguardano», laddove il verbo riguardare deve essere naturalmente accordato al singolare del soggetto politica, e non al plurale dell’oggetto le (cioè le comunità montane).

Discutibile è anche la concordanza con il solo ultimo termine in «Le montagne ospitano circa un quarto della biodiversità del pianeta, e sono spesso ricche di flora e fauna che non si trova altrove», laddove, dal senso, è evidente che il verbo avrebbe dovuto riferirsi sia a flora sia a fauna («che non si trovano altrove»).

Anche l’individuazione (e la correzione) di errori siffatti ha un’indubbia utilità didattica.

Si osservi come tutti i tipi di esercizi qui presentati facciano parte del bagaglio comune della didattica delle lingue straniere (incluso l’italiano come L2, ovvero lingua seconda), sebbene di rado vengano utilizzati per l’insegnamento della lingua italiana agli italiani, forse perché ritenuti di livello troppo elementare per i madrelingua. Recenti sondaggi sull’impoverimento lessicale delle nuove generazioni invitano a rivedere la programmazione didattica a tutti i livelli e ad accostarsi con rinnovato interesse anche alla didattica dell’italiano per stranieri.

Tra le novità di linguistica...

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Valeria della Valle

Insegna Linguistica italiana presso la Sapienza Università di Roma.

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Cristiana De Santis

Cristiana De Santis è ricercatrice di Linguistica italiana all'Università di Bologna (sede di Forlì).

Fabio Rossi

Fabio Rossi insegna Linguistica italiana all’Università di Messina. Tra le sue pubblicazioni: Uno sguardo sul caos. Analisi linguistica della Dolce vita con la trascrizione integrale dei dialoghi (Le Lettere, 2010), Telecinematic Discourse. Approaches to the Language of Films and Television Series (curato con R. Piazza e M. Bednarek, John Benjamins, 2011).

Pubblicazioni edite da Carocci

Lingua italiana e cinema
Edizione: 2007, Ristampa: 4^ (2012)
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Fabio Ruggiano

Fabio Ruggiano è dottore di ricerca in Studi linguistici italiani, professore a contratto nell’Università di Messina e nella Virginia Commonwealth University di Richmond (VA). Oltre che di scrittura scolastica, si occupa di problemi di traduzione legati al teatro, dei meccanismi del comico e di lingua del diritto, con particolare riferimento alla Costituzione della Repubblica italiana.

Pietro Trifone

È professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata”.

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Storia linguistica di Roma
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Lingua e identità
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L’italiano nel mondo
Edizione: 2012
Collana: Bussole (457)
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843065264

Testo argomentativo

Testo che ha la funzione di convincere (senza comandare) il ricevente ad accettare un’opinione o a compiere un’azione. È il tipo di testo più complesso dal punto di vista illocutivo e compositivo. Rientrano in questa categoria saggi e articoli scientifici, tesi e tesine, teoremi, articoli giornalistici di commento, recensioni, dimostrazioni di vario genere, arringhe legali, discorsi politici, pubblicità. Anche nella vita di tutti i giorni, quando cerchiamo di discolparci da qualche accusa, produciamo delle argomentazioni. Vengono tipicamente organizzati seguendo questo ordine tematico: premessa, ipotesi, discussione degli argomenti, tesi. 

Connettivo

Strumento della coesione che collega i componenti del testo, sintagmi, proposizioni, periodi e porzioni testuali più ampie, rendendone visibili le relazioni logiche reciproche. Rientrano in questa categoria congiunzioni, locuzioni congiuntive, preposizioni e avverbi, come e, o, perché, come, dove, quando, tanto da ecc. 

Paratassi

Strutturazione sintattica, realizzata mediante un connettivo, che mantiene due proposizioni di un periodo sullo stesso grado gerarchico.

Sintassi nominale

Insieme di strutture linguistiche costruite senza fare uso di verbi di modo finito. Più usuale nella lingua scritta che in quella parlata, consente di condensare l’informazione, espandendo un nucleo proposizionale mediante l’aggiunta di  sintagmi, laddove invece la sintassi verbale risulta più dispersa, anche se più rapidamente decodificabile, proprio perché richiede tempi di “scompattamento” meno lunghi. La s. n. è il terreno privilegiato dell’italiano giornalistico e di gran parte dei testi scientifici.

Coerenza

La qualità che fa di una sequenza di informazioni un testo. Le informazioni possono essere costituite sia da parole ed enunciati, come accade nei testi verbali, scritti o parlati; sia da immagini e sequenze di immagini, come nei testi iconici e simbolici; oppure anche da numeri o da altri segni di varia natura, come accade in algebra, in informatica e in altri modelli di comunicazione. La c. raccoglie il significato delle singole parti del testo, parole e gruppi di parole, oppure immagini, suoni, simboli o altri segni, in modo da renderlo unitario, non contraddittorio rispetto alla realtà extralinguistica e ad altre parti del testo, organizzato, sequenziale. La c. si misura nella corretta corrispondenza tra il senso del testo e la realtà (piano referenziale), tra le opinioni riportate e la logica (piano logico), tra quello che dice l’emittente e il suo ruolo sociale o narrativo (piano enunciativo) e tra l’organizzazione testuale e il tipo di testo (piano composizionale).

Coesione

Il principale discrimine tra un qualunque testo e un testo ben formato. È ottenuta con strumenti linguistici (morfologici, sintattici, lessicali, testuali e pragmatici), quali l’uso dei  connettivi, dei coesivi, l’ accordo tra verbo, soggetto e oggetto, tra pronomi e nomi, tra aggettivi e sostantivi, il rispetto della consecutio temporum e delle  solidarietà lessicali, l’adeguato uso dei segni di interpunzione.

Unità polirematica

È detta anche parola polirematica, o complessa, o unità lessicale superiore o lessicale di secondo livello. Le u. p. designano oggetti precisi e univoci dal punto di vista semantico, sono raggruppate intorno a un accento principale (sebbene presentino accenti secondari), ma sono composte da più parole grafiche. Sono caratterizzate da rigidità lessicale e sintattica. Una prova empirica della natura lessicale delle u. p. è che queste parole, pur se scritte staccate, non ammettono l’inserimento di altro materiale linguistico tra i costituenti, come in *occhiali da fortissimo sole o *camera ampia da letto.

Collocazione

Combinazione sintagmatica che nasce da una selezione di tipo semantico tra le parole. La selezione non è esclusiva (come in il cane uggiola), ma preferenziale (come in pioggia torrenziale), e si impone per ragioni culturali legate all’uso reale della lingua.

Vocabolario di base

Consiste nella porzione del vocabolario italiano formata dai circa 7.000 vocaboli che tutti gli italiani, anche con una bassa istruzione, capiscono e usano. Ne fanno parte il vocabolario fondamentale (circa 2.000 vocaboli), quello di alto uso (circa 2.600 vocaboli) e quello di alta disponibilità (circa 2.000 vocaboli).