La lingua amata

Una lingua fatta per chi pensa di meritare qualcosa di bello

Secondo una famosa scrittrice americana nessuna lingua al mondo «è mai stata concepita in una forma così adatta a esprimere le emozioni umane»

Commette il più imperdonabile degli errori chi, mosso da intenzioni denigratorie o riduttive, si lascia andare ad affermazioni come «l’italiano è una lingua per turisti», «è una lingua da hobby», oppure «l’italiano è una lingua per letterati», «è una lingua di lusso». In realtà, le condizioni propizie all’impiego ottimale del tempo libero e allo sviluppo del turismo di qualità, insieme con lo straordinario patrimonio della cultura e delle arti, sono le più preziose risorse del Belpaese. Sebbene le istituzioni politiche tendano spesso a trascurarle, e di conseguenza non facciano abbastanza per sfruttarle e potenziarle, il loro enorme valore socioeconomico non può essere contestato o sottovalutato, specialmente in un’epoca nella quale il tempo libero e la cultura acquistano uno spazio e un rilievo sempre maggiori.

All’Italia è toccato il fortunato destino di poter trarre considerevoli vantaggi da alcune delle più benefiche, attraenti e nobili attività umane, tra le quali può comprendersi lo stesso esercizio della lingua nazionale, che nel caso specifico vanta un glorioso albo d’oro. A detta di numerosi ammiratori stranieri dell’italiano, tanto antichi quanto moderni, si tratta addirittura della più seducente e desiderabile lingua del mondo. Sembra non avere dubbi in proposito la scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert, che torna a proporre il motivo ricorrente di questo primato dell’italiano nel recente bestseller Eat, pray, love, divenuto famoso anche grazie al successo planetario della versione cinematografica interpretata da Julia Roberts (nella versione italiana Mangia prega ama):

«L’aspetto interessante della mia classe d’italiano è che nessuno ha davvero bisogno di essere qui. Siamo in dodici, di tutte le età, provenienti da tutte le parti del mondo, ma ciascuno è venuto a Roma spinto dallo stesso desiderio – studiare l’italiano per il solo piacere d’impararlo. Nessuno di noi può affermare di trovarsi qui per uno scopo pratico. A nessuno un datore di lavoro ha detto: “è necessario che lei impari l’italiano perché intendiamo estendere la nostra attività all’estero”. Ognuno, anche il sussiegoso ingegnere tedesco, la pensa allo stesso modo: vogliamo studiare l’italiano per godere delle sensazioni che ne riceviamo. Un russa dal viso triste dice che si è regalata queste lezioni di italiano perché ha pensato di “meritare qualcosa di bello”» (Gilbert, Mangia, prega, ama, Rizzoli, Milano 2011, pp. 56-7).

Avanzando nello studio, l’ex principiante scoprirà che «l’italiano è una delle più belle e affascinanti lingue del mondo» perché è essenzialmente la lingua di Dante: grazie al suo genio si può dire che «nessuna lingua europea ha ascendenze altrettanto nobili», e nessuna «è mai stata concepita in una forma così adatta a esprimere le emozioni umane» (pp. 57-9). Non è certo il caso di dispiacersi se molte persone vogliono imparare l’italiano per motivi così alti, a prescindere dall’immediato tornaconto che potranno eventualmente ricavarne.

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Valeria della Valle

Insegna Linguistica italiana presso la Sapienza Università di Roma.

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Dizionari italiani: storia, tipi, struttura

Edizione: 2005, Ristampa: 6^ (2012)
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Le parole del lessico italiano
Edizione: 2008, Ristampa: 6^ (2012)
Collana: Bussole
pp.112, 11.00 Euro, ISBN: 9788843046058

Cristiana De Santis

Cristiana De Santis è ricercatrice di Linguistica italiana all'Università di Bologna (sede di Forlì).

Fabio Rossi

Fabio Rossi insegna Linguistica italiana all’Università di Messina. Tra le sue pubblicazioni: Uno sguardo sul caos. Analisi linguistica della Dolce vita con la trascrizione integrale dei dialoghi (Le Lettere, 2010), Telecinematic Discourse. Approaches to the Language of Films and Television Series (curato con R. Piazza e M. Bednarek, John Benjamins, 2011).

Pubblicazioni edite da Carocci

Lingua italiana e cinema
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Fabio Ruggiano

Fabio Ruggiano è dottore di ricerca in Studi linguistici italiani, professore a contratto nell’Università di Messina e nella Virginia Commonwealth University di Richmond (VA). Oltre che di scrittura scolastica, si occupa di problemi di traduzione legati al teatro, dei meccanismi del comico e di lingua del diritto, con particolare riferimento alla Costituzione della Repubblica italiana.

Pietro Trifone

È professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Pubblicazioni edite da Carocci

Storia linguistica di Roma
Edizione: 2008, Ristampa: 2^ (2011)
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Lingua e identità
Una storia sociale dell'italiano. Nuova edizione
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Collana: Studi Superiori (580)
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L’italiano nel mondo
Edizione: 2012
Collana: Bussole (457)
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843065264