Cronache linguistiche

ITALIANO: l’educazione linguistica
come impegno di tutti i docenti

Si è svolto il 15 maggio, presso l’aula magna del Liceo scientifico “A. Righi” di Bologna, il Seminario “ITALIANO: l’educazione linguistica come impegno di tutti i docenti”, promosso dalla Direzione dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, in collaborazione con il GISCEL Emilia-Romagna, nell’ambito del ciclo “Le officine dei saperi: viaggio nelle Indicazioni 2012 per il primo ciclo”.

Il seminario, coordinato da Silvana Loiero, ha visto la partecipazione di due studiosi di educazione linguistica (Luigi Bosi, responsabile GISCEL Emilia-Romagna e Angela Chiantera, docente di Didattica dell’italiano presso l’Università di Bologna), accanto a due esperti (l’ispettore Giancarlo Cerini e la professoressa Daniela Bertocchi) coinvolti nella stesura del testo, la cui versione finale (D.M. 254 del 16/11/2012) è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5/2/2013. Il testo è frutto del lavoro di revisione del testo delle Indicazioni 2007 da parte di un gruppo di consulenti scientifici (sotto la supervisione del sottosegretario Mario Rossi-Doria) e di un percorso di consultazione e confronto con 10.000 scuole attraverso questionari e seminari dedicati.

Luigi Bosi nel suo intervento (Spunti per un curricolo della lingua italiana verticale e trasversale), ha analizzato criticamente il testo delle nuove Indicazioni, soffermandosi sugli aspetti di continuità/discontinuità del curricolo di educazione linguistica tra scuola primaria (elementari) e scuola secondaria di primo grado (medie). Le Indicazioni presentano alcune novità significative (si pensi alla valorizzazione dell’oralità, finora ignorata dai programmi e dagli insegnanti, con l’eccezione della scuola dell’infanzia), accanto ad alcune lacune (come la mancanza di riferimenti alla competenza fonologica nelle scuole primarie). L’idea di verticalità suggerita dalle precedenti Indicazioni (con una progressione nella presentazione degli argomenti della riflessione grammaticale – nella realtà ampiamente disattesa dagli insegnanti) è sostituita da un’idea – ampiamente discussa – di sviluppo ciclico (con una ripresa e progressivo ampliamento degli argomenti).

A ripercorrere la genesi del testo è stata Daniela Bertocchi, componente della Commissione scientifica nazionale per le Indicazioni 2012. Il suo intervento (Uno sguardo alle nuove Indicazioni Italiano: segnali per i docenti) ha sottolineato gli elementi di continuità rispetto alle Indicazioni del 2007 (formato, prospettiva disciplinare e numerosi “traguardi di competenze”, ovvero le verifiche periodiche e sistematiche degli apprendimenti suggerite dal documento). Emergono tuttavia diverse, e significative, novità, che riguardano soprattutto: il dialogo tra discipline, l’inclusione scolastica (con particolare riguardo a DSA, ovvero disturbi specifici dell’apprendimento, e BES, bisogni educativi speciali), l'apertura al plurilinguismo (l'italiano è riconosciuto come lingua di scolarizzazione, non essendo per tutti lingua materna) e alle nuove tecnologie; ma anche l’attenzione per una solida acquisizione delle conoscenze e competenze di base, con riferimento anche ai documenti europei del 2006 (non ancora noti al momento della stesura delle precedenti Indicazioni).

L’analisi delle competenze di italiano rivela un’attenzione nuova per la dimensione dell’oralità (ascolto e comprensione, parlato, interazione), la cui educazione è condizione necessaria per l’esercizio del diritto costituzionale alla parola (presupposto di una cittadinanza attiva e consapevole), ma anche per lo sviluppo delle abilità di studio nelle varie discipline. Per la prima volta si parla esplicitamente di passaggio dal “modo naturale” di parlare (parlato spontaneo) a una capacità sviluppata e “gradualmente sistematizzata” di “comprendere discorsi e testi di vario tipo” e di elaborare “discorsi sempre più articolati e pianificati” (parlato predisposto).

Anche la lettura va esercitata su un’ampia gamma di testi. Per la scrittura, si raccomanda la produzione di testi autentici, che muovano da “esperienze concrete” e abbiano “scopi specifici”: il rifiuto di “trattazioni generali e luoghi comuni” suona come una condanna a morte del pensierino e del tema. Sottolineata, anche in questo caso, la varietà delle tipologie di testi da produrre (testi per lo studio, testi funzionali, narrativi, espositivi e argomentativi).

Il lessico (ricettivo e produttivo) per la prima volta viene trattato autonomamente, come parte dei saperi di base e con traguardi specifici (lessico fondamentale di alto uso alle primarie, successivamente integrato dal lessico di alta disponibilità) che portino alla graduale conquista di un lessico astratto, con riguardo anche alle parole chiave delle diverse discipline.

Nella riflessione grammaticale “esplicita” emergono altri elementi di novità: il punto di partenza è costituito dalle “strutture sintattiche delle frasi semplici e complesse” (nelle Indicazioni 2007 si partiva invece dalle categorie grammaticali per arrivare all'individuazione delle categorie sintattiche essenziali) e per la prima volta si parla di un “modello grammaticale di riferimento”che l’insegnante sarebbe libero di scegliere (finora i programmi avevano sempre fatto riferimento alla grammatica tradizionale e gli insegnanti, più che seguire un modello, seguivano il libro di testo, spesso anche rispetto all’ordine di presentazione degli argomenti). Seguono le parti del discorso, gli elementi di coesione testuale, il lessico (livello privilegiato alla scuola primaria), le varietà dell’italiano. Ciascuna di queste componenti viene introdotta nella scuola primaria “attraverso riflessioni sull’uso” e poi “ripresa ciclicamente” con progressivi ampliamenti e approfondimenti. Il passaggio da un ordine di scuola all'altro, dunque, non determina tanto un cambio di contenuti, quanto di metodologia (induttiva alla primaria, più sistematizzata nel ciclo successivo) e grado di complessità.

Se l’intervento di Daniela Bertocchi è riuscito a individuare, nel testo, i “segnali” più significativi che l’insegnante (e il formatore di insegnanti) dovrà raccogliere per innovare la didattica dell’italiano, quello di Angela Chiantera (Le competenze di base nella lingua dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria) traccia un quadro di quel che c’è e di quel che manca, attraverso una sapiente analisi delle occorrenze e dei contesti di alcune parole-chiave contenute nel testo: insegnante/scuola vs bambino/allievo/alunno, ma anche osservare e documentare: verbi che alludono a due operazioni centrali (preliminari rispetto al valutare) ai fini della certificazione delle competenze.

Tanti gli spunti di riflessione e di discussione, e un auspicio comune: che “dall’alto” si mettano in atto interventi mirati a promuovere iniziative di formazione e ricerca in grado di innovare l’insegnamento dell’italiano in un contesto che pone nuove e non meno difficili sfide rispetto al passato. 

Tra le novità di linguistica...

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Valeria della Valle

Insegna Linguistica italiana presso la Sapienza Università di Roma.

Pubblicazioni edite da Carocci

Dizionari italiani: storia, tipi, struttura

Edizione: 2005, Ristampa: 6^ (2012)
Collana: Bussole 
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843032822

Le parole del lessico italiano
Edizione: 2008, Ristampa: 6^ (2012)
Collana: Bussole
pp.112, 11.00 Euro, ISBN: 9788843046058

Cristiana De Santis

Cristiana De Santis è ricercatrice di Linguistica italiana all'Università di Bologna (sede di Forlì).

Fabio Rossi

Fabio Rossi insegna Linguistica italiana all’Università di Messina. Tra le sue pubblicazioni: Uno sguardo sul caos. Analisi linguistica della Dolce vita con la trascrizione integrale dei dialoghi (Le Lettere, 2010), Telecinematic Discourse. Approaches to the Language of Films and Television Series (curato con R. Piazza e M. Bednarek, John Benjamins, 2011).

Pubblicazioni edite da Carocci

Lingua italiana e cinema
Edizione: 2007, Ristampa: 4^ (2012)
Collana: Bussole 
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843043347

Fabio Ruggiano

Fabio Ruggiano è dottore di ricerca in Studi linguistici italiani, professore a contratto nell’Università di Messina e nella Virginia Commonwealth University di Richmond (VA). Oltre che di scrittura scolastica, si occupa di problemi di traduzione legati al teatro, dei meccanismi del comico e di lingua del diritto, con particolare riferimento alla Costituzione della Repubblica italiana.

Pietro Trifone

È professore ordinario di Storia della lingua italiana nell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Pubblicazioni edite da Carocci

Storia linguistica di Roma
Edizione: 2008, Ristampa: 2^ (2011)
Collana: Bussole
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843044597

Lingua e identità
Una storia sociale dell'italiano. Nuova edizione
Edizione: 2009, Ristampa: 2^ (2011)
Collana: Studi Superiori (580)
pp.384, 26.80 Euro, ISBN: 9788843050123

L’italiano nel mondo
Edizione: 2012
Collana: Bussole (457)
pp.128, 11.00 Euro, ISBN: 9788843065264